La Storia

Per anni il Teatro Gerolamo, gioiello dei teatri milanesi e unica ribalta europea costruita sulla misura per gli spettacoli di marionette, è stato centro di attrazione e appuntamento privilegiato per un pubblico colto e appassionato e per generazioni di piccoli spettatori.

1868

Costruita in pochi mesi nel 1868, a pochi passi dal luogo dove dal 1806 al 1865 ebbe sede un precedente Teatro Gerolamo, la sala di piazza Beccaria si presentava come una Scala ‘in miniatura’. Era dotata di due ordini di palchi, un loggione e una platea, per una capienza totale all’epoca di 600 posti.

Attorno alla progettazione del teatro si è consolidata nel tempo -e per una serie di equivoci- una leggenda secondo la quale il Gerolamo fu disegnato da Giuseppe Mengoni, il celebre architetto ideatore della Galleria Vittorio Emanuele. A Mengoni era stata in realtà affidata la direzione dei lavori di sistemazione di tutta l’area centrale di Milano- compresa piazza Beccaria. Il disegno del Gerolamo va invece attribuito all’ingegner Paolo Ambrosini Spinella, come testimoniano diversi documenti e la stampa dell’epoca. I lavori furono affidati alla stessa impresa che stava erigendo la Galleria e fu presumibilmente questa ditta, guidata dai capomastri Rivolta e Pellini, ad utilizzare per il Gerolamo materiali di scarto e di recupero della Galleria Vittorio Emanuele.

La gestione del teatro, affidata all’inizio al grande marionettista Giuseppe Fiando, dava spazio anche al teatro dialettale: questo grazie al contributo dell’Accademia del Teatro Nuovo, dove operavano diversi personaggi della Scapigliatura e un discreto numero di compagnie dialettali -quella di Palmira Telamoni, diretta da Augusto Vergani; la Compagnia Dialettale Milanese Francesco Parenti; e una formazione intitolata a Carlo Porta e diretta da Cesare Poiani.

Inizi del 1900

Dopo la morte di Giuseppe Fiando, la moglie restituì il Gerolamo alle marionette. Sulla piccola ribalta del teatro furono chiamate ad esibirsi svariate compagnie di teatro di figura: gli Zane, i Croce, i Campogalliano e la prestigiosissima Carlo Colla & Figli, alla quale, infine, nel 1911, fu affidata la gestione del teatro.

I Colla vi restarono stabili, creando spettacoli memorabili, fino al 1957, anno in cui il teatro fu chiuso una prima volta sotto la minaccia di demolizione per le sue gravi condizioni di degrado.

Recuperato all’uso da Paolo Grassi nel 1958 con una recita straordinaria di Eduardo De Filippo, il Gerolamo ha poi ospitato per alcuni anni recital, esibizioni di cabaret, monologhi, piccoli spettacoli, portando sul palco importanti protagonisti della scena nazionale e internazionale: da Franca Valeri a Lilla Brignone, da Tino Buazzelli a Jean-Louis Barrault, da Laura Betti a Paolo Poli; senza dimenticare, fra gli altri, Milly, Enzo Jannacci, Dario Fo e Franca Rame, Ornella Vanoni, Juliette Gréco, Domenico Modugno, Paola Borboni.

1960-1970

Dal 1960 il Gerolamo diventa sede della Compagnia Stabile del Teatro Milanese, diretta da Carletto Colombo e con Piero Mazzarella primo attore e beniamino del pubblico.

1970-1980

Nel 1974 il teatro, passato sotto il controllo del Comune di Milano, diventa Ente Autonomo. Nel 1978, infine, viene affidato alla gestione di Umberto Simonetta, il quale lo regge fino al 1983– anno della seconda nuova chiusura, per ragioni di uscite di sicurezza non a norma.

Durante la sua gestione, Simonetta mette in scena molti dei propri testi, abbandonando definitivamente il dialetto e teorizzando la nascita di un neo-milanese più in linea con i tempi. Ne sono interpreti, fra gli altri, Livia Cerini, Maurizio Micheli e Giorgio Gaber. Sulla piccola ribalta del Gerolamo salgono in questo periodo anche Copi, Paolo Poli e Rosalina Neri.

2017

Il recupero del teatro e la sua odierna messa a disposizione della città di Milano è dovuto alla privata iniziativa della Società Sanitaria Ceschina, proprietaria da circa un secolo dello stabile che ospita il Gerolamo. La Società ha provveduto ai lavori di restauro, proseguiti per sei anni, consentendo di restituire la struttura al suo antico splendore, anche in base alle indicazioni della Sovrintendenza alle Belle Arti.

Il Gerolamo, così come potrà essere fruito d’ora in poi, consta di 209 posti complessivi e di numerosi spazi aggiunti tramite i lavori di restauro: una sala con caffetteria, uno spazio per conferenze, mostre e proiezioni al piano terra, una piccola sala con un pianoforte e biblioteca.